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Veneto: Nuova Legge sui giochi salvi gli esercizi già esistenti

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Veneto: Nuova Legge sui giochi salvi gli esercizi già esistenti

04 Settembre 2019

l Consiglio regionale del Veneto ha approvato la nuova legge regionale sul gioco patologico. Il testo si occupa degli apparecchi (slot e vlt) collocati «all’interno di esercizi pubblici e commerciali, circoli privati e tutti i locali pubblici o aperti al pubblico in cui sono presenti o comunque accessibili forme di gioco d’azzardo». Fra i punti principali della legge, l’applicazione di un distanziometro differenziato, a seconda del numero degli abitanti dei Comuni. Il regime delle distanze minime non tocca però gli esercizi già esistenti: il punto è stato inserito nel testo con un emendamento della Giunta, approvato dopo un serrato dibattito in aula. Di seguito, in sintesi, il contenuto della legge.

Distanze e luoghi sensibili – Vietata la collocazione di slot e Vlt in locali che si trovino ad una distanza di cinquecento metri da una serie di luoghi sensibili. Per i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti, la distanza minima scende a trecento metri. Lunga la lista dei luoghi sensibili: servizi per la prima infanzia; istituti scolastici di ogni ordine e grado; centri di formazione per giovani e adulti; luoghi di culto; impianti sportivi; ospedali e strutture operanti in ambito sanitario o sociosanitario; residenze per anziani, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, circoli da gioco per adulti; istituti di credito e sportelli bancomat; esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati; stazioni ferroviarie e di autocorriere.

Salvi gli esercizi già esistenti – Le nuove disposizioni sulle distanze minime non si applicano agli esercizi già esistenti all’entrata in vigore della legge, ma solo alle nuove aperture.

Competenze dei comuni – Le amministrazioni comunali possono individuare criteri di riordino della rete di raccolta del gioco, tenendo conto del contesto urbano, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa sulle distanze; stabiliscono fasce orarie nell’esercizio del gioco e possono prevedere forme premianti per gli esercizi che scelgono di non installare o disinstallare nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco lecito.

Irap maggiorata – Gli esercizi nei quali risultano installati apparecchi da gioco sono soggetti all’aliquota IRAP maggiorata dello 0,92 per cento con riferimento ad ogni periodo d’imposta in cui risulti l’installazione dell’apparecchio.

La prevenzione – La proposta prevede l’istituzione di un tavolo tecnico permanente sul gioco d’azzardo patologico, nominato dalla Giunta regionale, che deve studiare, valutare e implementare le politiche sociosanitarie sulla dipendenza da gioco, anche in sinergia con le aziende Ulss. Il tavolo tecnico dà supporto alla Giunta negli interventi sul piano della formazione degli operatori, della prevenzione e della cura del giocatore patologico, nonché nell’implementazione di «un sistema informativo regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo patologico». Ampie competenze sono date proprio alle Ulss nella organizzazione di programmi di prevenzione, diagnosi e riabilitazione.

Fonte: Agipro

Crolla la spesa degli apparecchi ma cresce quella sugli altri giochi in Piemonte

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PIEMONTE: CROLLA LA SPESA DEGLI APPARECCHI MA CRESCE QUELLA SUGLI ALTRI GIOCHI

07 Agosto 2019

Nel 2016 la Regione Piemonte ha approvato una legge di contrasto al gioco d’azzardo patologico allo scopo di tutelare le fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione.

Tra i vari aspetti considerati dalla legge sono particolarmente volti alla prevenzione della dipendenza dal gioco due articoli:

  • l’articolo 5, che vieta la collocazione di apparecchi, in particolare slot machine e video lottery, entro una certa distanza (500 metri nei Comuni più grandi) da luoghi considerati sensibili, come scuole, banche e strutture residenziali per anziani. Si tratta del cosiddetto “distanziometro”.
  • L’articolo 6 che prevede invece che i Comuni piemontesi dispongano limiti temporali al gioco per una durata non inferiore a tre ore nell’arco della giornata.

La normativa prevedeva che gli esercenti si adeguassero a quanto previsto dall’articolo 5 entro i 18 mesi successivi all’entrata in vigore della legge, cioè alla data del 20 novembre 2017.

Nel marzo del 2017 le slot machine attive erano 26.134, distribuite su 5.763 esercizi commerciali.

In media ogni esercizio aveva 4,5 apparecchi.

Nel settembre del 2018 si è registrato un dimezzamento (- 52%): gli apparecchi attivi sono 12.468, distribuiti su 1.857 esercizi (in media 6,7 apparecchi per esercizio).

Tra le provincie piemontesi la riduzione maggiore si registra in provincia di Torino, la quale passa da 12.016 a 5.249 apparecchi (- 56%).

In provincia di Cuneo nel marzo 2017 gli esercizi commerciali con slot machine e similari erano 642 con 2.643 apparecchi che nel settembre 2018 sono diventati rispettivamente 219 e 1.611

L’introduzione di una legge che mette al bando lo slot ha determinato una profonda modifica sulla spesa degli italiani per i giochi.

Nel 2018, secondo quanto rilevato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la spesa per slot, Vlt e apparecchi da intrattenimento in generale (oggetto delle restrizioni normative) ha registrato un calo di oltre il 21 per cento, pari cioè a 154 milioni di euro.

Contestualmente sono cresciuti altri prodotti di gioco, come Gratta e Vinci (+13,6%), Scommesse sportive (+9,7%) e scommesse virtuali (+25%).

Queste prime analisi mostrano che in concomitanza con l’attuazione delle politiche di regolazione dell’offerta del gioco d’azzardo i volumi del gioco su rete fisica e le relative perdite si sono ridotte ma nello stesso tempo è cresciuto molto il settore del gioco online.

Le puntate online hanno registrato un +18% passando da 1,37 miliardi del 2017 a 1,62 miliardi dello scorso anno secondo i dati emersi dal Libro Blu 2018 pubblicato da ADM.

Segno positivo anche per le vincite, che hanno sfiorato i 30 miliardi di euro contro i 25,5 miliardi dell’anno precedente (+16,8%).

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Contrasto al Gioco d’azzardo patologico in Piemonte

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PIEMONTE: SANZIONI NON SOLO PER IL DISTANZIOMETRO

MA ANCHE PER IL DIVIETO DI OSCURAMENTO.

01 Agosto 2019

Una beffa per molti esercizi pubblici del Piemonte la sanzione contestata dagli agenti della Polizia Municipale per aver contravvenuto al divieto di oscuramento che, come previsto dall’articolo 13 della legge regionale sul gioco d’azzardo, si applica a tutti gli esercizi pubblici e commerciali, comprese le sale giochi e sale scommesse, aventi gli apparecchi per il gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931.

La Legge Regionale del Piemonte su gioco d’azzardo è entrata in vigore il 20 maggio 2016. Con riferimento agli obblighi di adeguamento rispetto alle distanze dai c.d. “luoghi sensibili si  prescinde dalla tipologia dell’attività esercitata, in quanto il rispetto delle distanze è riferito all’installazione e collocazione degli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).

Pertanto, rispetto agli obblighi di distanza, i termini di adeguamento previsti sono i seguenti:

  • entro diciotto mesi (ovvero entro il 20/11/2017) per gli esercenti che, alla data di entrata in vigore della Legge regionale 2 maggio 2016 n. 9, gestiscono gli apparecchi per il gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, collocati all’interno di esercizi pubblici e commerciali, circoli privati e in tutti i locali pubblici o aperti al pubblico
  • entro tre anni (ovvero entro il 20/05/2019) per i titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse esistenti alla data di entrata in vigore della Legge regionale
  • entro cinque anni (ovvero entro il 20/05/2021) per i titolari delle sale da gioco e delle sale scommesse nel caso in cui le relative autorizzazioni siano state rilasciate a partire dal 1° gennaio 2014
  • entro i cinque anni (ovvero entro il 20/05/2021) per i titolari delle sale scommesse nel caso in cui le relative autorizzazioni siano state rilasciate tra il 1° gennaio 2015 e il 27 ottobre 2016

L’articolo 134 della legge regionale 17 dicembre 2018, n. 19 (Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale. Anno 2018.) ha apportato modifiche all’articolo 13 della L.R. n. 9/2016 e si applica dal 17 dicembre 2018.

Il nuovo art. 13 prevede infatti anche una tempistica di adeguamento nei confronti degli esercenti che gestiscono gli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del regio decreto n. 773/1931, collocati all’interno di esercizi pubblici e commerciali, di circoli privati ed in tutti i locali pubblici od aperti al pubblico e ai titolari di sale gioco o scommesse che si trovino a non rispettare più le distanze dai luoghi sensibili (ad es. chiese, scuole, banche, ospedali…) per fatti sopravvenuti.

Ciò significa che si applica agli esercenti e ai titolari che gestivano gli apparecchi per il gioco in regola rispetto alle disposizioni di cui all’articolo 5 (relativo ai limiti distanziometrici) e che successivamente non lo sono più, in quanto vicino al loro locale è stato aperto un cd luogo sensibile.

Gli esercenti che gestiscono gli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. n. 773/1931 collocati all’interno di esercizi pubblici e commerciali, di circoli privati ed in tutti i locali pubblici od aperti al pubblico dovranno adeguarsi entro i quattro anni successivi alle situazioni sopravvenute.

I titolari di sale da gioco e di sale scommesse che gestiscono gli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. n. 773/1931 dovranno adeguarsi alle disposizioni entro otto anni successivi alle situazioni sopravvenute.”

Se desideri approfondire l’argomento consulta questa: GUIDA sull’applicazione della legge regionale sul contrasto al gioco d’azzardo patologico in Piemonte, in particolare sulle distanze dai luoghi sensibili

Calo Slot in Piemonte

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È Calo Slot a fine 2018 , record in Piemonte (-41,6%) intrattenimento diventa online?

28 Luglio 2019

Quasi 100.000 new slot in meno con nette differenze tra regione e regione. A fine 2017 erano circa 366.000 gli apparecchi presenti nei 16 distretti (alcune regioni sono accorpate in un unico dato) contemplati dall’ADM.

Il Decreto che prevedeva, a partire dal 30 aprile 2018, la riduzione a 265mila degli apparecchi da intrattenimento trova conferma (le differenze riguardano degli arrotondamenti) con i dati di fine anno.

Al 31 dicembre 2018 erano quasi 96.000 le new slot in meno rispetto a dodici mesi prima per un calo del -26,2%. Il dato più evidente, come elaborato da Agimeg, è quello che riguarda il distretto Piemonte-Valle d’Aosta che, con 10.700 new slot in meno, fa segnare a fine 2018 un calo del -41,6% degli apparecchi presenti. Ovviamente su questo dato nettamente superiore a tutte le altre regioni, ha influito la Legge Regionale che di fatto sta eliminando il gioco dal territorio. Al secondo posto troviamo l’Emilia-Romagna con una diminuzione del -34,7%, in dodici mesi, degli apparecchi presenti sul territorio regionale.

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Torino, rischio chiusura per 280 aziende

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Personale specializzato alla ricerca di slot illegali in Piemonte, solo a Torino a rischio chiusura 280 aziende

07 Luglio 2019

Solo poche settimane fa la ex-giunta regionale del Piemonte faceva sapere che non risultava ci fossero cessazioni di aziende dopo l’entrata in vigore della legge regionale sul gioco d’azzardo. La norma prevede una distanza minima di 300 metri (elevata a 500 metri per i comuni con più di 5.000 abitanti) degli esercizi commerciali con servizi di gioco rispetto ad una serie di “luoghi sensibili” (scuole, impianti sportivi, istituti religiosi, strutture ospedaliere, istituti di credito, stazioni ferroviarie etc), con possibilità per i comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili per ragioni connesse alla tutela del territorio comunale, della sicurezza urbana, della viabilità locale, dell’inquinamento acustico e della quiete pubblica. La normativa si applicava progressivamente anche alle vecchie licenze: entro 18 mesi per chi ha installato slot machine, 3 o 5 anni per le sale gioco e sale scommesse (art. 5 e 13).

A seguito dell’entrata in vigore della norma la Regione Piemonte ha stipulato una convezione con il Comune di Torino per un corso di formazione indirizzato agli appartenenti alla Polizia Municipale. Tra le materie oggetto del corso la normativa regionale e gli strumenti operativi, programmazione dei controlli e protocolli operativi.

Ad oggi diversi comuni della regione hanno avviato i controlli in oggetto, anche attraverso 50 operatori formati, tra cui 25 solo del Comune di Torino.

Anche nella giornata di ieri nel capoluogo sono stati effettuati dei controlli e in diversi casi gli esercenti hanno contestato l’interpretazione della normativa da parte degli operatori della Polizia Municipali. A quanto risulta infatti ci sarebbero discordanti interpretazioni sulla applicazione progressiva della normativa secondo le diverse tipologie di esercizio.

Prevedibile che si aprano contenziosi. Nel frattempo c’è seria preoccupazione circa la sopravvivenza delle aziende che operano come fornitrici di servizi di gioco a vincita. Le aziende con sede nella provincia di Torino sono complessivamente 280, per un totale di 790 dipendenti diretti con contratto a tempo indeterminato. Nel 95 per cento dei casi si tratta di piccole aziende, con meno di dieci dipendenti. In provincia di Vercelli sono in totale 28, 68 a Novara e 53 a Cuneo.

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Fonti: Jamma

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17 Maggio 2019

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